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Ho recentemente terminato la lettura del libro qui affianco: "Il mio Tibet", di Thomas Laird.
Suddetto scrittore/giornalista/fotografo discute con il Dalai Lama l'intera storia tibetana, dagli albori fino ai primi anni del 2000, in maniera molto dettagliata.
Lo so, oh miei amatissimi quanto sparuti lettori, che sembrerebbe un grandioso polpettone, ma così non è.
Anzi, è incredibile leggere nero su bianco cosa pensa una figura così di spicco come quella del Dalai Lama sugli eventi -dolorosi- che hanno segnato il suo popolo.
Leggendo "Il mio Tibet" ci si pone di fronte a una personalità che ha veramente dell'incredibile, non solo per forza di carattere e spirito di compassione, doti che peraltro Tenzin Gyatso ha già dimostrato in abbondanza in questi anni.
È semplicemente stupefacente addentrarsi nel punto di vista di quest'uomo (?) straordinario, che non solo guarda ai piccoli errori del suo popolo prima che a quelli degli altri, ma che fa anche previsioni sul futuro di una nazione devastata come il Tibet che noi, poveri, scettici Occidentali, definiremmo oniriche se non addirittura utopiche.
In definitiva, vi consiglio di dare anche solo una lettura veloce di questo libro (gli ultimi due capitoli trattano il periodo 1935/oggi).
Vi lascio con un breve accenno. ^^
E chiaramente, se dopo la lettura veniste colti dal desiderio di discuterne con qualcuno, io sarò sempre a disposizione.
<<Se è l'agire in modo ragionevole ciò che per natura è utile a verità e giustizia, allora si abbandonino procrastinazioni e scoramenti e quanto più si incontrano ostacoli, tanto più si faccia appello al proprio coraggio con forza e senza indugi. Questa è la condotta di una persona saggia e buona.>>
Shakya Bhikshu tibetano,
Tenzin Gyatso, Dalai Lama.
Megarah
Scritto da: Megarahwitch
Alle ore: 14:45
Di: giovedì, 16 aprile 2009
varie, politica, consigli per gli acquisti, estero
commenti (1)

Dopo dolorosi eventi di cui molti pochi di voi sono a conoscenza, dopo l'ultimo post di Supermu e soprattutto, durante una rinnovata fase femminista di Streghetta, permettetemi di consigliarvi questo film.
"Soldato Jane", titolo originale "GI Jane".
Film di Ridley Scott, tra i protagonisti, Demi Moore (LA protagonista) e Viggo Mortensen nei panni di un istruttore particolarmente s****** e alquanto maschilista.
Qui sotto, la recensione tratta da MyMovies.
Se una donna ha gli stessi diritti di un uomo, perché non può diventare una guerriera nel più rischioso dei corpi speciali (Navy Seals)? Viene scelta Jordan “Jane” O'Neil che ha ottime note di servizio. Tra fasi: arruolamento, addestramento, impresa militare (in Libia). La storia è raccontata dal punto di vista del delirio masochista della protagonista (D. Moore che figura anche tra i produttori), ma difficilmente il buon senso di uno spettatore non perverso può condividere una battaglia per i diritti civili così idiota. Il succo è in una battuta che la Moore con i capelli rasati alla Giovanna d'Arco sul rogo rivolge al sadico addestratore: «Capo istruttore, mi succhi il c...!» D'altra parte “R. Scott arranca come un regista pubblicitario suonato.”
Ok, non ho pubblicato il nome di questo solerte critico, ma appare ovvio che sia un uomo.
Recensione a parte, è un buon film per varie ragioni.
Innanzitutto, gli interpreti.
Il mio più sincero rispetto a Demi Moore che si è rasata la testa davanti alla cinepresa per girare una scena di questo film.
Al suo posto io avrei ucciso Ridley Scott a stilettate, quindi brava signora Moore e complimenti per la sua dedizione.
Per chi ha visto prima "Il signore degli anelli" e poi "Soldato Jane", fa un certo effetto vedere Viggo Mortensen fare la parte del bastardo di turno.
Per coloro i quali conoscevano questo bravissimo attore anche prima che girasse per la Nuova Zelanda con una spada di fattura medievale in mano, la sua è un'interpretazione davvero pregevole di un personaggio con molte sfaccettature caratteriali.
(Per le femminucce: ed è anche un gran bel pezzo di...attore, ehm...).
Poi, la vicenda.
Non c'è una vera e propria vicenda (e a volte, questo è tutto ciò che serve a un buon film di azione, fidatevi).
Anzi, a una prima visione del film, statistiche messe insieme da Streghetta nel corso di una lunga settimana rivelano che la maggioranza degli spettatori, ad una prima visione de film, percepisce solo un sacco di violenza gratuita.
In realtà, all'interno della pressochè inesistente trama emergono temi fondamentali, tra cui, naturalmente, la battaglia per le pari opportunità tra i sessi.
"Soldato Jane" potrebbe essere tranquillamente scambiato per uno dei violentissimi e avventurosissimi film degli anni '80, con gli "intrighi di palazzo", le spedizioni militari e il mito della donna con gli attributi, non fosse che è stato girato nel 1997.
Dunque il nostro amico critico ha visto un altro film?
Assolutamente no.
È ad esempio assai poco verosimile che qualsiasi individuo di sesso femminile alto un metro e un tappo e del peso di un fuscello riesca a fare quello che il personaggio di Demi Moore fa nel film in 5 settimane.
Ed è altrettanto vero che si sarebbe potuta sottolineare la battaglia per i diritti delle donne in altri modi, piuttosto che trasformare la protagonista in un marine vomitante bestemmie e parole sconce con la minigonna.
Tuttavia questo rimane un filmetto assai godibile, che ha tutte le caratteristiche della pelliclola giusta per passare una serata (avventura, azione, un po' di crudeltà e un accenno di romanticismo).
Senza contare che nei rari (come no, rarissimi!) momenti in cui una donna può sentirsi "messa sotto" dal maschilismo praticamente totalitario della società in cui vive, questo film si rivela una buona consolazione.
Potrebbe anche indurre una profonda riflessione su esattamente cosa sia il Femminismo e quali limiti si debbano porre ad esso, ma non voglio farmi false speranze...
Megarah
Scritto da: Megarahwitch
Alle ore: 14:43
Di: giovedì, 13 novembre 2008
cinema, consigli per gli acquisti
commenti (1)

Oggi faccio pubblicità mica tanto occulta a questo libercolo.
L'autrice è la mia professoressa di tedesco del liceo, una cara, brava donna, davvero.
Ma non si legge un libro, soprattutto se di poesie, solo perchè chi l'ha scritto è una brava persona, giusto?
Allora perchè dovreste spendere una parte esigua (ma comunque una parte, e di questi tempi...) dei vostri risparmi per comprare l'opera prima della signora Rolle?
Tanto per cominciare perchè non si tratta di lunghi, interminabili e mielosi versi che non dicono niente e sono profondi quanto il lago di Milano.
(Informazione generale. Non c'è il lago di Milano. Tanto per essere sicura che tutti capiscano la battuta...).
Anzi, per la maggior parte si tratta di componimenti brevi (che quindi anche un'amante ben poco fedele della poesia come la sottoscritta può leggere senza sudare sette camicie) e molto, molto profondi.
In almeno una, anche una soltanto di queste poesie, ciascuno di noi può ritrovare se stesso, ne sono sicura.
E le altre possono sicuramente servirvi per riflettere sull'animo umano.
Insomma, fateci un pensierino. ^^
(No, nessuna percentuale dei diritti d'autore di questo libro finisce nelle mie -vuote- tasche. Chiamiamolo un Consiglio per l'Acquisto da Streghetta)
Megarah
Scritto da: Megarahwitch
Alle ore: 14:26
Di: venerdì, 26 settembre 2008
consigli per gli acquisti
commenti (5)
